NUDO DI DONNA

Dona Amati nel cast di “Festina lente” film su Vittoria Colonna

21 giugno 2016 · Comments Off

Dopo il successo di critica e pubblico in terra statunitense, forte dei premi già conquistati, tra cui quello alla regia di Lucilla Colonna, e all’attrice protagonista Francesca Ceci (intensa Vittoria Colonna), “Festina lente”, pellicola imperniata sulle vicende umane della maggiore poeta cinquecentesca italiana, raccontate con una splendida fotografia e una sceneggiatura in ordine alla miglior tradizione italiana dei film d’autore, sarà proiettato giovedì 23 giugno alle ore 21,00 a Forte Sangallo di Nettuno (RM), uno tra i suggestivi set rinascimentali del film. Anche Dona Amati (nella vita dedita realmente alla poesia e in particolare alla diffusione di quella delle donne, fondatrice di “Saffo e le altre”) nel cast come interprete di Costanza D’Avalos, zia di Vittoria.

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Femminicidio: figlio del patriarcato che è figlio del maschilismo che è figlio dell’androcentrismo

3 giugno 2016 · Comments Off

Una morta ammazzata al giorno sul patrio suolo e allora si cerca di commentare la cosa, sui giornali cartacei ad esempio, o sul web, individuando le contromisure. Protezione. No, non mi piace il termine “proteggere” le donne. Significa mettere in atto interventi sulla potenziale vittima e non sulla cultura patriarcale (non potenziale ma effettiva) che schianta le donne che non si allineano. E ribadisco ancora una volta che femminismo attivo e fede religiosa sono incompatibili e contrari: le tre religioni abramitiche maschiliste, basate sull’idea di un dio maschio con officianti maschi, convergono sull’ossessivo dominio e controllo delle donne, riferendone da secoli la responsabilità per la “perdizione” dell’Uomo. Favole e menzogne trasversali ai deliri patriarcali, che sono costate la vita a miliardi di donne nei secoli, e che di fatto autorizzano per loro violenza e disprezzo. Se proprio devo decidermi per una favola, allora scelgo l’archetipo salvifico delle donne, Lilith, colei che si è ribellata a dio e Adamo, colei che di sua sponte ha abbandonato un paradiso che tale era solo se si sottometteva, colei che ha “scelto”. Nell’Eneide l’oracolo (che ricordo, è donna) dice “cercate l’antica madre” per trovare la nuova patria. E la patria delle donne è lì dove non viene consentito a maschi predatori di agire, che siano umani, che siano divini.
“Innanzi a tutto con questa preghiera fra tutti gli dèi la prima profetessa, Terra, io venero. E dopo di lei Themis, che con la madre, per seconda - a quanto si dice - sedeva sul trono della profezia; e poi toccò per terza a un’altra Titanide - erano d’accordo, e non ci fu violenza - e la figlia della Terra sedette sul trono: Febe. Fu lei a concedere a Febo il potere profetico, come dono natale”.
Eschilo, “Eumenidi
Perle di misoginia:
“Benedetto tu o Signore Nostro D. Re del mondo che non mi hai fatto donna”. Torah ebraica

“Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole (n.d.r.: mestruazioni). L’ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatrè giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione. Ma, se partorisce una femmina sarà immonda due settimane come al tempo delle sue regole; resterà sessantasei giorni a purificarsi del suo sangue.” (Bibbia, Levitico)
“La donna non è fatta a immagine e somiglianza di Dio. È nell’ordine della natura che le mogli servano i loro mariti ed i figli i loro genitori, e la giustizia di ciò risiede nel principio che gli inferiori servano i superiori”. Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica, Questioni sull’Eptateuco, Libro I, § 153.

“Non permetto alla donna di insegnare, né di comandare all’uomo, ma se ne stia silenziosa. Infatti Adamo fu plasmato per primo, poi Eva; e non fu sedotto Adamo prima, ma la donna essendo stata sedotta cadde nella trasgressione.” (San Paolo, Lettere a Timoteo)
“La donna è male sopra ogni altro male, serpe e veleno contro il quale nessuna medicina va bene. Le donne servono soprattutto a soddisfare la libidine degli uomini.” San Giovanni Crisostomo

“Adamo è stato condotto al peccato da Eva, non Eva da Adamo. È giusto, quindi, che la donna accolga come padrone chi ha indotto a peccare.” (Sant’Ambrogio)

34 Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande. (Corano, Sura IV)

“O credenti. Quando vi accingete alla preghiera lavatevi la faccia e le mani. Se avete toccato donne e non trovate acqua, cercate della polvere pulita e passatevela sulla faccia e sulle mani.” (Corano, Sura V, 6)

Dona Amati, 3 di giugno del 2016
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20 febbraio 2015 · Comments Off

Figli

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INTERVISTA A DONA AMATI, UNA DELLE IDEATRICI DEL FESTIVAL “EROS E KAIRÒS”

23 luglio 2014 · Comments Off

di Valerio Maggio 

Festival dedicati alla poesia e alla letteratura in generale ce ne sono molti. “Eros e Kairòs” (per saperne di più clicca qui) è però unico nel suo genere. Il genere appunto. E’, infatti, il primo festival internazionale dedicato alla poesia delle donne. La cultura e le sue costruzioni non hanno mai dato ampio respiro all’arte femminile. La donna e il suo “pensiero poetante” diviene ora Soggetto esclusivo. Per avere uno sguardo dall’interno abbiamo intervistato Dona Amati, una delle due ideatrici del Festival.

1) Quando di preciso è nata l’idea di un Festival volto alla poesia femminile?

Ho carezzato l’idea di concretizzare un evento che avesse al centro la bellezza della “intellighenzia” femminile fin da quando mi sono resa conto che le donne hanno da sempre dovuto faticare il triplo dei loro colleghi uomini per raggiungere un terzo dei risultati. Ho sempre pensato all’ingegno della “foemina sapiens” come un passo non narrato nella storia dell’umanità, sempre spiegata e scritta per un pubblico maschile e con il passare degli anni mi sono sempre più dedicata a diffondere la creatività delle donne. Anni fa ho incontrato Monica Maggi, poeta e curatrice culturale anch’essa, e in uno dei nostri viaggi insieme, da Milano a Roma in treno, abbiamo scritto la genesi del progetto “Eros e Kairos”, volendo creare uno spazio per l’elogio alla scrittura delle donne, al  martirio di quelle a cui non è stato perdonato il volersi esprimere in una società in cui non era consentito farlo. Il successivo incontro con Alfonsina Russo, Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, ha portato a maturazione questa gestazione favorita proprio dal “Kairos”. E’ grazie a lei e alle fondazioni Carivit e Cariciv che è stato possibile realizzare questo progetto ambizioso.

2) Ci sono state difficoltà nella realizzazione del progetto? Quali?

Io e Monica abbiamo preparato il festival con l’attenzione che le madri hanno per le proprie creature; questo è un incastro organizzativo complesso trattandosi di un festival diffuso su tre location: il cinquecentesco Palazzo  Brugiotti a Viterbo, Villa Giulia a Roma e le Terme Taurine a Civitavecchia. L’esperienza di management culturale maturata negli anni è stata, quindi, fondamentale, ma la convinzione di “crescere” qualcosa di importante, e delicato, è stato il nostro valore aggiunto. E questa opportunità dedicata alle donne l’abbiamo voluta come un’occasione di accoglimento dei generi, per questo all’interno del programma nomi importanti della poesia lineare e performativa si intrecciano tra poete e poeti, perché ci si riconosca tutte/i nella cifra poetica unica e indispensabile per segnare e scrivere la cultura.

3) Cos’è per lei la poesia e quale il suo valore? Che messaggio viene affidato dalle donne ai propri versi ?

La poesia è connaturata al mio essere profondo, io sono anche lei, perché lei è in me. Sento costantemente sillabe, parole, suoni, concetti rotolarmi dentro mossi da un odore, un’immagine, un oggetto che cade, qualcosa che avviene. Osservo allora le cose profondamente in un tempo più rarefatto e le suggestioni si trasformano in scrittura: si è poete/i non solo per il valore assoluto del talento letterario, ma anche per una visione amplificata delle cose quotidiane. E non credo ci sia differenza tra donne e uomini per le dinamiche che generano poesia, ma so per esperienza, anche personale, che le prime affidano ai versi ciò che spesso non trova auditori, quindi la disperazione o, per converso, la speranza sono ciò che più spesso porta il canto delle donne.

4) Quali speranze sono state affidate ad un progetto, “Eros e Kairòs”, così importante?

Quelle della poesia sono le ragioni di un incontro, e in pieno svolgimento del festival (ieri eravamo a Viterbo in profonda empatia con il pubblico che ha salutato la fine dell’evento con un applauso scrosciante, oggi e domani saremo a Villa Giulia, e la prossima domenica a Civitavecchia), io, Monica, Alfonsina e tutti quelli che ci hanno circondato nella realizzazione di questo festival, continuiamo nel convincimento  che si possano trarre i frutti di questi incontri nel luogo privilegiato della Poesia, la cui forza è insita nella bellezza non solo estetica della scrittura, ma in quella del riconoscersi simili sotto un’unica stella, un’unica memoria che parla di noi come genere umano. E incontrarsi ancora in “Eros e kairos – II edizione”, il prossimo anno.

fonte:  http://www.femaleworld.it/intervista-dona-amati-una-delle-ideatrici-del-festival-eros-e-kairos/

sito web:  Eros e Kairòs

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Progetto “Saffo e le altre” su un’idea di Dona Amati

20 marzo 2014 · Comments Off

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“Saffo e le altre” è il movimento per la diffusione del patrimonio poetico prodotto dalle donne nei secoli, che si concretizza da un’idea di Dona Amati, da sempre attiva contro le discriminazioni di genere, convinta che la creatività artistica delle donne sia storicamente tenuta sotto scacco da certa egemonia maschilista che vuole, ancora vuole, la cultura appannaggio esclusivo degli uomini. Di fronte alle perplessità, per non dire ignoranza, sistematicamente riscontrate nell’uomo della strada, ma anche negli ambiti educativi e scolastici riguardo le figure storiche femminili fattrici di cultura, nasce l’esigenza di aprire spazi per la riemersione del pensiero e della scrittura femminile. Le poete e le donne che si sono raccolte attorno al progetto, sono convinte oltretutto, che questo vada a beneficio delle strategie per il contrasto alla stessa violenza di genere che si consuma con la complicità dell’oscurantismo culturale, sulla base del malinteso precetto che le donne siano meno capaci.

Abbiamo adottato “Saffo” all’interno della denominazione del movimento perché pur essendosi altre donne distinte prima di lei nella poesia e nelle arti, il suo nome è già riconosciuto dalla memoria collettiva come evocativo della grandezza di una donna poeta.

È per questo, quindi, che noi ‘altre’, ricominciamo da lei.

www.saffoelealtre.it

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Dona Amati contro la Festa della donna

6 marzo 2014 · Comments Off

Se denominate “Festa” della donna la ricorrenza dell’8 marzo, nata dalla condizione di sofferenza appartenente alle Donne, sofferenza testimoniata dalla storia, e dalla lotta al patriarcato e alla sua sopraffazione, siete proprio lontani dal suo significato più autentico.

Guardatevi i numeri di quante donne al mondo sono ancora torturate, ammazzate per il solo essere donne, e vi renderete conto che non c’è proprio nulla da considerare festa.

La definizione ‘festa della donna’ mi suscita l’orticaria: per certe manovre consumistiche a cui non sono estranei risvolti di stampo capitalistico e patriarcale, una giornata destinata alla dignità e al coordinamento dell’autodeterminazione femminile, definita anche dalla conta dei danni, è stata trasformata in emulazione patetica di beceri comportamenti maschilisti, pagliacciate come le ovazioni intorno agli spogliarellisti e l’unicum della ‘cena con le amiche’. E’ stato consentito che il concetto di parità si trasformasse in una trappola speculare, molte l’hanno compreso, per questo la rivendicazione si è riformulata in pari opportunità.

Il femminismo è materia efficace contro ogni forma di sessismo ma per non svilirsi è necessario che si mantenga coerente.

Ecco perché mi inalbero ad ogni devianza del suo significato.

Non è questo che serve alla causa delle donne, alla rivendicazione dei diritti, al contrasto di un olocausto interminabile.

 

Buon 8 marzo (giornata internazionale della Donna), sorelle, che vi sia più progettuale, che celebrativo.

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“Riguardo all’obbedienza - Poesie dal corpo” di Dona Amati alla Biblioteca Rispoli, Roma

24 febbraio 2014 · Comments Off

Lunedì 24 febbraio 2014 alle 18,00 a Roma presso la Biblioteca Rispoli, piazza Grazioli 4, per la rassegna curata da Roberto Piperno “Bibliopoesie – poeti contemporanei”, nuova presentazione per

Riguardo all’obbedienza – Poesie dal corpo, di Dona Amati, ed. FusibiliaLibri, canzoniere sull’ Eros declinato nelle sue tre manifestazioni Himeros, Photos e Anteros.Il monologo poetico si svolge sul senso dell’obbedienza dovuta alle inevitabilità del corpo, e sulla suggestione erotica agìta senza l’alibi del sentimento, perché, per citare Anaïs Nin, “L’erotismo è una delle basi di conoscenza di sé, tanto indispensabile quanto la poesia”.

Insieme all’autrice interverranno Letizia Leone, poeta, saggista e Pietro Secchi, docente, poeta, critico.

In lettura dal libro le voci di Dona Amati, Maria Carla Trapani e Ugo Magnanti.loca_-obbedienza_roma_rispoli.png

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Presentazione “Riguardo all’obbedienza – Poesie dal corpo” di Dona Amati

20 settembre 2013 · Comments Off

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Dopo sette anni Dona Amati torna alle stampe con una silloge monografica, Riguardo all’obbedienza – Poesie dal corpo, monologo con interlocutore sull’ Eros, declinato nelle sue tre manifestazioni Himeros, Photos e Anteros, cioè sul desiderio della carnalità e del sentimento, incentrato sull’archetipo di Lilith e sulle sue inevitabilità, per le edizioni FusibiliaLibri.
Prefazione di Rino Caputo, professore di Letteratura Italiana dell’Università di Tor Vergata, con postfazione della poeta e critica Letizia Leone.
Il libro sarà presentato il 21 settembre in Anzio alle 17,00, all’interno della sezione di poesia e arte performativa curata da Ugo Magnanti per la Biennale d’Arte di Anzio e Nettuno Shingle22J, quest’anno sul tema Donna, prodotto e produttrice, al Museo Civico Archeologico di Villa Adele.

Interventi di Rino Caputo e Letizia Leone.
Letture di Antonella Rizzo e Dona Amati.

Dalla prefazione di Rino Caputo:
“…Raramente, a mio avviso, è dato riscontrare, oggi, una parola poetica così potente, nel suo consapevole esplicito dettaglio dei sensi e, insieme, così elegante e raffinata, nel suo altrettanto esplicito e consapevole maneggio di forme del dire, prosodiche, metriche e stilistiche.
Sicché ‘dal’ corpo, dalle sue parti, mai indagate e rappresentate come perturbanti sineddochi, bensì integrate nel discorso d’amore, si diparte la riflessione poetica come la creatività poietica. [...] Ancora una volta, per poter essere detto Amore, l’amore fatto dal corpo e col corpo deve obbedire alla religione del Verbo, non meno stringente nella sua inequivoca carica di laica e umana prospettazione”.

Dalla postfazione di Letizia Leone:
“…Portavoce di una coscienza femminile silenziosa e invisibile nei secoli, questa poeta-donna vive empaticamente le istanze sociali e politiche più attuali e, inevitabilmente, coinvolge in questa sua chiamata erotica un coro di donne cariche di solitudine e di lotta. Non a caso questo canto d’amore e d’erotismo si colloca sotto la stella dell’energia demoniaca di Lilith. [...] Qui la dimensione energetica dell’erotismo coincide in pieno con la qualità primaria della poesia che è puro piacere della forma, un percepire sensoriale che riporta le parole alla loro dimensione concreta e tattile, sensuale. [...] Un titolo apparentemente sviante dunque, che evoca categorie come trasgressione e divieto, e dove l’obbedienza (parola densa e pesante nella storia del femminile) in una sorta di acrobazia di senso, si piega alla potenza eversiva dell’amore per diventare infrazione”.

Ingresso libero
Info: 3460882439
http://www.shingle22j.com/informazioni-4/calendario-eventi/
www.fusibilia.it

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Da Testaccio a Pietralata - Voci e sòni de Roma

16 gennaio 2013 · Nessun commento

Domenica 20 gennaio alle 17

CENTRO CULTURALE GABRIELLA FERRI

Via Galantara 7 – Roma

SALOTTO ROMANO

canzoni, parole, suggestioni de Roma bbella

“Ma nun c’è lingua come la romana
Pe dì ‘na cosa co ttanto divario
Che ppare un magazzino de dogana”.
da “Le lingue der monno”, G.G. Belli

 

Le parole più conosciute e cantate della tradizione romanesca accompagnate da rime di

TRILUSSA, BELLI, PASCARELLA (e puro Amati)

e dal repertorio della indimenticabile Gabriella Ferri

recital e voce di  

DONA AMATI

accompagnata dalla chitarra di  

DOMENICO PRESTANICOLA

letture di  

MONICA MAGGI

 

“Che cos’ha in comune una poetastra romana con la più grande interprete della canzone romanesca, più di Roma? Testaccio!, e quer friccico capitolino che quanno te pija, te ciancica e nun te molla più, che te fà mòri de pizzichi, abbenanche te ne vai. Ecchece allora a fà poesie, verzi, canzoni, baccajate, da li tempi der “daziere”, a mò. E venitece, che se divertimio un po’!”

 

Ingresso libero

Organizzazione Libra 2.0

http://www.centriculturali.roma.it/eventi/salotto-romano/

info.gabriellaferri@zetema.it

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“Voli udibili”, reading di Dona Amati - Anzio, 7 settembre 2012

4 settembre 2012 · Nessun commento

POESIA DA VERNISSAGE

Prologhi testuali per 7 mostre dell’Anno Culturale 2012

progettate da Giusi Canzoneri

per il Museo Civico Archeologico e per la Città di Anzio

ideati e curati da Ugo Magnanti per Fusibilia Associazione.

 

Per

ATTRAVERSO IL VOLO – I GABBIANI DI ANZIO

mostra fotografica di Vittorio Bordoli,

prologo testuale VOLI UDIBILI

di Dona Amati

7 settembre 2012 ore 17,00

Villa Adele, Museo Civico Archeologico, Anzio.

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