NUDO DI DONNA

BARRARE IL TITOLO (alias scarabocchiare)

16 maggio 2012 · Nessun commento

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Ruggero era il nome di quello che è mio padre e per i suoi natali così lontani dai miei, pesava due generazioni in più.

Tra le persone che frequentava alcune erano anche più grandi, quindi dieci lustri sicuri più della mia età.

Spesso i visitatori abituali di quel gran monumento che è il ministero dove lavorava, una sontuosità di stucchi e scartoffie con quel titolo abrasato sul timpano della facciata (Educazione nazionale) erano distinti signori, i capisaldi conclusivi del Galateo che, con vezzo un po’ retrò, prima di consegnare brevi-manu  a mio padre il biglietto da visita, barravano con la penna il titolo di studio, o quello professionale con quel fare ondivago tra umiltà e supponenza (depenno in tua presenza per non farti pesare il titolo ma intanto vedi che ce l’ho), a voler significare “ti favorisco la cortesia di ometterti le mie intitolazioni, siamo pari, confidenti, gomito a gomito”; la conversazione susseguente poi, distraeva entrambi ed io che ragazzina incuriosita non capivo, mi divertivo a ritrovare con mano discreta nelle sue tasche, il biglietto con quel segnaccio d’inchiostro sull’ Avv., Dott., Comm., Uff., Ing., Prof. contingente, e mi stupivo di come potesse convivere in mio padre quella realtà in deroga all’altra che mi vedeva oggetto di esortazioni continue a non far orecchioni e scarabocchiature sulla pagine dei quaderni, tantomeno sulle cose già stampate.

Non avevo ancora maturato titoli e se anche fossi stata ipoteticamente dotata di biglietto di presentazione da porgergli, non avrei potuto depennare nulla, non si era sviluppata la necessaria confidenza per essere pari a pari; era piuttosto raro avvenisse su una distanza di tre generazioni.

Ma in barba al movimento ’68, ammiravo quella sua aria spavaldamente matusa e demodé: se  così lui non fosse stato, di chi sarebbe stato il fianco su cui avrei allenato il mio spirito combattivo e formato la mia autonomia decisionale? Prenderne le distanze lancia in resta, mi ha aiutato a crescere.

Da tanto tempo non vedo più barrare i titoli. Forse, era solo patinata cortesia d’altri tempi.

Mio padre tra tre anni ne avrà 100: era un signore elegante nato nel ‘915.

Dona Amati

IV di gennaio 2012

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Categorie: News · Testi Dona Amati

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