NUDO DI DONNA

Dona Amati contro la Festa della donna

6 marzo 2014 · Nessun commento

Se denominate “Festa” della donna la ricorrenza dell’8 marzo, nata dalla condizione di sofferenza appartenente alle Donne, sofferenza testimoniata dalla storia, e dalla lotta al patriarcato e alla sua sopraffazione, siete proprio lontani dal suo significato più autentico.

Guardatevi i numeri di quante donne al mondo sono ancora torturate, ammazzate per il solo essere donne, e vi renderete conto che non c’è proprio nulla da considerare festa.

La definizione ‘festa della donna’ mi suscita l’orticaria: per certe manovre consumistiche a cui non sono estranei risvolti di stampo capitalistico e patriarcale, una giornata destinata alla dignità e al coordinamento dell’autodeterminazione femminile, definita anche dalla conta dei danni, è stata trasformata in emulazione patetica di beceri comportamenti maschilisti, pagliacciate come le ovazioni intorno agli spogliarellisti e l’unicum della ‘cena con le amiche’. E’ stato consentito che il concetto di parità si trasformasse in una trappola speculare, molte l’hanno compreso, per questo la rivendicazione si è riformulata in pari opportunità.

Il femminismo è materia efficace contro ogni forma di sessismo ma per non svilirsi è necessario che si mantenga coerente.

Ecco perché mi inalbero ad ogni devianza del suo significato.

Non è questo che serve alla causa delle donne, alla rivendicazione dei diritti, al contrasto di un olocausto interminabile.

 

Buon 8 marzo (giornata internazionale della Donna), sorelle, che vi sia più progettuale, che celebrativo.

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Categorie: News

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