NUDO DI DONNA

Alejandra Pizarnik 1936 - 1972

12 febbraio 2012 · 3 commenti

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IN QUESTA NOTTE, IN QUESTO MONDO

A Martha Isabel Moia

In questa notte in questo mondo
Le parole del sogno dell’infanzia della morta
Non è mai questo ciò che uno vuole dire
La lingua natale castra
La lingua è un organo di conoscenza
Del fallimento di ogni poema
Castrato dalla sua stessa lingua
Che è l’organo della ri-creazione
Del ri-conoscimento
Ma non quello della ri-surrezione
Di qualcosa in maniera di negazione
Del mio orizzonte di sofferenza con il suo cane
E niente è promessa
Tra il dicibile
Che equivale a mentire
(tutto quello che si può dire è bugia)
il resto è silenzio
solo che il silenzio non esiste
no
le parole
non fanno l’amore
fanno l’assenza
se dico acqua, berrò?
Se dico pane, mangerò?
In questa notte in questo mondo
Straordinario silenzio quello di questa notte
Quello che succede nell’anima non si vede
Quello che succede nella mente non si vede
Quello che succede nello spirito non si vede
Da dove viene questa cospirazione dell’invisibilità?
Nessuna parola è visibile.

(da ” Testi in ombra e ultimi poemi” [1971-1972]. Traduzione di Samanta Catastini)

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I 5 minuti di Serena Maffia. “Dona Amati”

4 febbraio 2012 · Nessun commento

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4 novembre 2005 - Nadia Anjuman uccisa perché poetessa

4 novembre 2011 · Nessun commento

nadiaanjuman.jpg

il 4 novembre 2005 la poetessa afghana Nadia Anjuman viene massacrata dal marito, complice anche la madre, per aver pubblicato e, peggio ancora, declamato in pubblico poesie tratte dal suo libro “Fiore rosso scuro”, la raccolta dei suoi delicati ghazal in lingua pharsi dall’intenso tratto melanconico, con cui descrive la repressa condizione di donna.

Nadia e suo marito avevano condiviso gli studi di letteratura, lui aveva conseguito la laurea, questo farebbe ipotizzare una elevazione di sensibilità rispetto alle restrizioni culturali della tradizionale talebana, ma l’ha comunque considerata passibile di punizione in quanto rea di averlo disonorato scrivendo e pubblicando poesie. Dare voce al mondo interiore è denudare la propria anima, e in una società che cancella l’immagine femminile affogandola sotto il burka, la poesia è pericolosa perché permette ad una reclusa di oltrepassare qualunque barriera fisica. La poesia procede oltre qualsiasi tessuto, non si limita a bisbigliare la vita da un sottostrato corporeo.

Nadia è stata ammazzata per il disonore arrecato alla famiglia, particella  di una società che proprio perché ingabbia le donne con la velatura del corpo risponde ferocemente e nulla perdona alla svelatura dell’anima. E se è già penalizzante essere donna in certi paesi, rivestirne anche i panni di poeta è violare un codice comportamentale.

Nadia Anjuman, prima del cranio sfondato dalle bastonate aveva 25 anni e una bambina di appena 6 mesi. Suo marito è stato giustificato, quindi assolto.

Il canto più triste di Nadia Anjuman

Divento fumo nello spazio del mio credo
Lentamente mi avvolgo e mi anniento
Finché vengo allevata dalle mani dell’ansia
Nell’abisso del cuore i miei battiti aumentano
E quel battito intende conoscere la terra della fossa del tardi
Mi preparo al momento trascorso
A volte dall’amore arido e dal buon miraggio di una nuvola
Mi trasformo nel più arido deserto salato
Ma l’immaginazione dei miei occhi mi trasforma in acqua
Nel letto della morte per sete, mi trasformo in ruscello
Se arriva a me il capo di uno dei fili della speranza
Divento l’ordito nella sottile trama del cuore
Questo se n’è andato senza commiato, l’immaginazione mi porta via
Sono ancora io che mi riempio di ricordi
Anche la notte un po’ alla volta va per la sua strada e io
Divento il più triste canto d’addio.


Nuovi Argomenti, n. 33, Genn-Marzo 2006, Quinta serie,pp. 382-383. Traduzione a cura di Carmela Sorrenti.

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Nelly Sachs (1891-1970)

21 ottobre 2011 · Nessun commento

Io credo in un universo invisibile
nel quale inscriviamo
ciò che abbiamo inconsapevolmente compiuto.
Sento l’energia della luce che fa scaturire
la musica dalle pietre
e soffro per la freccia della nostalgia
la cui punta ci colpisce subito a morte
e ci spinge al di fuori,
là dove l’insicurezza
inizia a sciacquare via ogni cosa.

Nelly Sachs

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Nel giorno dei 316 sì: “Alla mia nazione” di P.P.Pasolini

14 ottobre 2011 · Nessun commento

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.

Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

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Erica Jong: “La Terra della Scopata

4 settembre 2011 · Nessun commento

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La terra della scopata
Non è in vendita.

Stretta tra
le tende di mussolina
della stanza dei bambini
ed il rosso damasco
del lupanare,
della bisca clandestina,
del ristorante
dei capimafia
nel cui retro grand’uomini
con gran pance,
gran pistole,
e cazzi piccoli
giocano la vita
d’azzardo
su una carta smazzata
o un tiro
di dadi-

la terra della scopata
non è in vendita.

Puoi rubarla
Se hai il coraggio.

In sogno
puoi salire
alla speciale alcova
sopra l’ombroso El
dove, tra treni ansimanti
che portano occhiuti
esibizionisti
e sbavanti
adolescenti
dalle erezioni
perpetue,
i discepoli della Scopata
vanno a gettar via le vite
ed il seme è pozzanghera
sotto le sedie luminose.

La terra della scopata
non è in vendita
più di quanto
lo sia il mare,
ed ha lo stesso odore.

Relitto oceanico
di bassa marea: sale e marciume
e carne di mare lasciata al sole
troppo a lungo,
dolce melma
tra epoche d’ossa
e polvere.
La terra della scopata
non è in vendita-
il che non vuol dire
che non abbia un prezzo.

Il dazio
è la calma, la quiete
e la vita tranquilla.

La terra della scopata
ha un prezzo.

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EPOSILLABICI (IL GEOMETRA E IL POETA). RIMINI-ANZIO IN BICICLETTA

11 agosto 2011 · Nessun commento

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Si terrà domenica 14 agosto alle ore 18 circa  presso il negozio “Ejelo, la bottega del Gojo” in via Saffi 102 a Viterbo, la tappa di passaggio prevista di “EpoSillàBici (il poeta ed il geometra) da Rimini ad Anzio in bicicletta, un evento di poesia, cicloturismo, ecologia, cultura, cittadinanza che dal 10 al 16 agosto attraverserà città, luoghi, immagini, genti, happening poetici ricordando nel 150°anniversario dell’Unità d’Italia e in una comune cognizione storico-culturale,  Amilcare Cipriani patriota legato umanamente e storicamente alle città di Anzio e di Rimini.

Dalla costa romagnola, luogo di chiusura di “CicloInVersoRoMagna 2011”, e da Rimini, nella fattispecie, prenderà avvio “EpoSillàBici (Il geometra e il poeta)”, come ideale continuazione della  “CicloInVersoRoMagna 2011” precedentemente conclusasi.

Attraverso il viaggio poetico in bicicletta da Rimini ad Anzio, che toccherà le città di Urbino, Gubbio, Perugia, Todi, Viterbo, Cerveteri, i due Eposillàbici Ugo Magnanti e Fabrizio Lenza giungeranno alla destinazione finale di Anzio il 16 agosto, chiudendo un simbolico cerchio storico.

Tra le attività previste durante il percorso, che è anche percorso di ritorno alle origini (dello Stato) e tragitto di storia fra le varie genti e l’epos di un popolo, si sottolineano: happening poetici on the road nelle varie città attraversate, con incontri estemporanei e interviste con poeti, scrittori, artisti dei territori, realizzazione di immagini (foto e video) sui luoghi, i monumenti, le tradizioni e le persone incontrate, le costruzioni storiche di eccellenza artistica, le positività e le criticità delle varie edilizie contemporanee, al fine di raccogliere una documentazione civico-ecologica sullo stato della nostra attuale sensibilità ambientale e culturale. L’evento sarò seguito in diretta dalla radio pontina MusicaRadio 101.5, con brevi collegamenti telefonici quotidiani, nell’ambito del programma “Dinamicamente”, condotto da Dina Tomezzoli, e da altri speakers, tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 12.00.
L’incontro per il ‘passaggio’ degli ‘EpoSillàBici’ a Viterbo è organizzato  da Dona Amati che ne curerà anche la conduzione.

Sarà presente Giovanni Faperdue, noto giornalista e scrittore viterbese che converserà con i presenti illustrando le caratteristiche storiche e di costume del territorio della Tuscia.
E’ prevista anche la presenza del Presidente del Collegio provinciale dei geometri di Roma, Marco D’Alesio. 

Accoglienza poetica di:
Vincenza Fava, Monica Osnato, Gianni Piacentini, David Di Marco, Candida Proietti, Lorena Paris, Maria Grazia Landi, Ambra Loreti, Lorenzo Ciufo.

Al termine dell’incontro sarà gentilmente offerta da “Ejelo, la bottega del Gojo” una degustazione di prodotti tipici viterbesi.

“EpoSillàBici (il poeta ed il geometra)” è promosso da Fusibilia Associazione, dal Comune e dall’Assessorato alla Cultura della città di Anzio, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della città di Rimini, e patrocinato dalla Pro Loco di Anzio e dall’Università Popolare di Roma, sedi di Anzio e Nettuno.

Info: tel. 3471808068 - 3923541129

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Carmina dant panem di Giovanna Nuvoletti a cura di Dona Amati

9 luglio 2011 · Nessun commento

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Sabato 16 luglio, dalle ore 20.00 circa, nell’ambito di Caffeina Cultura  a Viterbo, avrà luogo presso il Cortile della Zaffera, Carmina dant panem la grande asta di poesie ideata da Giovanna Nuvoletti e curata da Dona Amati.

L’evento è in collaborazione con CAFFEINA, DeB, Se Non Ora Quando, Donne e Informazione e Fusibilia Associazione con la partecipazione di Elisabetta  Bernardinetti, Giovannella Polidoro e dell’attrice Laura Antonini.

Anche questa nuova edizione di Carmina dant panem, in esclusiva per la rassegna caffeinica, accoglierà  come nelle passate realizzazioni nomi di rilievo della poesia italiana, oltre a voci emergenti del territorio i cui testi sono stati selezionati da una giuria esaminatrice.

Il titolo mutuato dalla saggezza antica del celebre motto “carmina non dant panem” ha l’ambizioso e provocatorio intento di rivalersi ironicamente sull’immagine del poeta reietto, riconoscendogli il  ruolo di produttore d’opera d’arte, artefice di una poesia che per il pubblico della serata sarà concretizzata in un oggetto esclusivo messo in vendita dopo la lettura da parte dei rispettivi autori;  una coinvolgente battitrice d’asta magnificherà le opere per offrire all’apprezzamento dei presenti dei pezzi unici, dunque di indiscusso valore artistico.

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Duska Vhrovac a Roma e Nettuno

18 giugno 2011 · Nessun commento

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Comunicato Stampa

Nettuno 26/06/2011, e Roma 24/06/2011, incontri con la poesia di Duska
Vrhovac.

Domenica 26 giugno 2011 alle ore 18.00, presso la Sala degli Sigilli del
Forte
Sangallo di Nettuno, si terrà un incontro con Duska Vrhovac, poetessa serba
tradotta nel mondo in 19 lingue. L’incontro, promosso dall’Assessorato alla
Cultura del Comune di Nettuno, curato dall’Associazione “Fusibilia” e
coordinato da Ugo Magnanti, prevede gli interventi critici della scrittrice
e
poetessa croata Sarah Zuhra Lukanic e del poeta Enrico Pietrangeli, un’
intervista alla Vrhovac della poetessa Monica Osnato, letture dei testi in
italiano della poetessa Dona Amati, mentre la stessa Vrhovac leggerà i suoi
testi in lingua originale e in italiano.
Previsto inoltre un reading d’accoglienza a margine con i poeti ‘anziatini’,
Tito Cauchi, Giulia Cherubini, Sandra Collauto, Luigi Corsi, Diletta Di
Paola,
Ornella Ferrari Pavesi, Iago, Fiore Leveque, Donatella Ottolini, Pino Pieri,
Luigi Salustri.
L’evento, patrocinato dalla Città di Nettuno e dall’Associazione “Fusibilia”,
è il secondo incontro italiano con la poetessa serba, invitata in Italia per
proporre la sua poesia da “Le Mele-Grane”, Associazione culturale che ne
curerà
l’evento romano fissato per venerdì 24 giugno 2011 alle ore 18.00, presso il
salotto letterario della Casa antiquaria “Fascino antico”, in via Antonio
Salandra 26/28. Nell’occasione è prevista la partecipazione della poetesse e
critiche Fortuna Della Porta e Letizia Leone, della poetessa e giornalista
Elena Ribet, e del poeta e giornalista Ennio Cavalli.
Duska Vrhovac è nata a Bagnaluca (Bosnia Erzegovina) nel 1947. Ha
frequentato
e compiuto gli studi universitari alla Facoltà di filologia di Belgrado,
dove
si è laureata in letterature comparate e teoria dell’opera letteraria. Ha
pubblicato 16 libri di poesia, ha partecipato a numerosi incontri, festival
e
manifestazioni internazionali, ed è considerata uno dei più significativi
poeti
serbi contemporanei. È membro dell’Associazione degli scrittori di Serbia ed
è
Ambasciatore di Serbia dei Poeti del Mondo (Poetas del Mundo). Ha ricevuto
premi e riconoscimenti importanti per la poesia e il Distintivo aureo
assegnato
dal massimo Ente per la Cultura e l’Istruzione della Repubblica di Serbia.

Settore: cultura.
Poesia: Duska Vrhovac.
Interventi: Sarah Zuhra Lukanic, Enrico Pietrangeli, Ugo Magnanti, Fortuna
Della Porta, Elena Ribet, Ennio Cavalli, Monica Osnato, Letizia Leone.
Tipo di evento: incontri di poesia.
Data: 26/06/2011(Nettuno) – 24/06/2011 (Roma) ore 18.00.
Presso: Sala degli Sigilli del Forte Sangallo, via Gramsci, Nettuno, e Casa
antiquaria “Fascino antico”, via Antonio Salandra 26/28, Roma.
Info: 3471808068 - 3923541129

Ingresso libero

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Cielo fermo

11 giugno 2011 · 2 commenti

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Le nuvole non cambiano.

Si sentono sovrane

del mio cielo diradato

e iniziato a brezze straniere.

Allora ferme,

colorate di unico,

arrancano alla mia vista.

L’inerte mi pesa.

Mi offusca il talento

di guardare alla vita.

Dona Amati 

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