NUDO DI DONNA

Recensioni

Giacomo Cerrai (Imperfetta Ellisse) su “Riguardo all’obbedienza - Poesie dal corpo” di Dona Amati, ed. FusibiliaLibri

 

Scrivevo tempo fa, a proposito di testi di un’altra poeDona Amati - Riguardo all'obbedienza - Poesie dal corpotessa, che il corpo è ormai da tempo un topos nella poesia femminile contemporanea, dapprima come riappropriazione, poi come emblema di una nuova visibile fisicità, poi come nuovo terreno di disagio e luogo in cui si incrociano ancora problematiche irrisolte, problematiche anche, aggiungerei oggi alla luce della cronaca, estremamente drammatiche. Aggiungo anche che il corpo, come oggetto o luogo metafisico o appunto topos, sia appannaggio pressoché esclusivo della poesia delle donne è incontestabile. Ma escluderei che questo (all’interno della già abbastanza astratta “poesia Femminile”) ne faccia una poesia di genere, semmai un terreno su cui le donne, se non fanno poesia “mise en scène”, si muovono più agevolmente. Tutto questo è vero, ma è, per così dire, storia sociale. Qui, in questo lavoro di Dona Amati, c’è altro, c’è il tentativo intanto di riaccostare il corpo a qualcosa di mitico, o ontologico se preferite, a strumenti o canoni più raffinati, più adatti a intuire l’intima sostanza di un corpo abitato dall’amore e dall’eros in maniera inseparabile. Un corpo (è questo forse il senso di quel “dal” nel sottotitolo) che si esprime, détta il verso, da esso il verso proviene. E a cui, probabilmente, si deve l’obbedienza a cui il titolo allude, obbedienza che, sia chiaro, non è asservimento, ma qualcosa che assomiglia di più a una specie di fede gnostica.

Da questa idea forte di base nasce un libro organico, non solo nel senso di buona ossatura, ma anche di vitalità interna delle parti articolanti tra loro, con le loro buone ragioni, un singolare trattatello d’amore

http://ellisse.altervista.org/index.php?/archives/689-Dona-Amati-Riguardo-allobbedienza-Poesie-dal-corpo.html#extended

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Luca Benassi su NOIDONNE:  “L’ingordigia avida del cuore”, la poesia di Dona Amati

Una vena lirica feconda e sincera ruota in una danza sfrenata attorno all’asse dell’essere donna, amante e madre capace di donare la vita.

Ci sono scritture che sembrano nascere direttamente dalle ferite della carne viva, dal sangue, dalla pelle; paiono prendere il ritmo dal battere del cuore, dal respiro affannato dall’emozione, dal gusto metallico del dolore. Sono scritture che accorciano disperatamente la distanza fra letteratura e vita, si abbeverano all’istinto per donarci versi sinceri e palpitanti, testi nei quali più che altrove si percepiscono sapori, odori, improvvise lacerazioni. Dona Amati possiede una vena lirica feconda e sincera, capace di spaziare dalla sottile ironia dei versi in dialetto romanesco alla sensualità umorale e inquieta di quelli erotici. Si tratta di un’eroticità che pare riversarsi sulla carta direttamente dal corpo, dal calore nascosto della propria femminilità….

http://www.noidonne.org/articolo.php?ID=02686

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Giorgio Linguaglossa su POLIMNIA rivista di cultura poetica

“Nel libro, Emisferi Al nudo delle voci, il dialogo, condotto a quattro mani tra i due autori, si fa più disteso, meno sincopato, meno metaforico; il registro stilistico assume una veste più marcatamente narrativo-dialogica, contrappuntistica, metronomica, pendolare, dove ciascuno dei due autori procede con l’occhio al precedente anticipando il seguente in una sorta di duplice rifrazione-refrain che implode e si sviluppa in una esplicitazione fagocitazione dell’atto narrativo. Di qui la scelta lessicale in direzione di una sintassi polisindetica, comune ai due autori in una omogeneità di registri e di antitesi stilistiche di sorprendente bellezza e, oserei dire, di castità adamantina, quasi che la distillazione letteraria dell’eros detti essa stessa le regole, la griglia, il pentagramma e i toni dell’atto stilistico.”

http://www.lietocolle.info/it/g_linguaglossa_su_d_amati.html
http://www.polimnia.it/Polimnia%20n%20Idilio%20Dell%20Era.htm

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Fortuna Della Porta su “Emisferi - Al nudo delle voci”

La sorpresa di questo libro è la suspense. E non ti aspetti che una silloge poetica, per quanto a quattro mai, per quanto inframmezzata da prose poetiche, possa mai suscitare curiosità per la trama, esattamente come un romanzo, perché proprio come in un romanzo subito cominci a domandarti come evolverà la storia e se ci sarà il lieto fine.

Una vicenda d’amore a quattro mani, si diceva, ma in verità in sei, perché ingentilita dalle illustrazioni di Anna Paola Domenicali, che forniscono alla vicenda l’adeguato corredo iconografico ad inchiostro di china: nudi arresi, sognanti, legati nella ricerca del piacere, voluttuosi e plastici nella loro carne.

I protagonisti, un lui e una lei, mai chiamati per nome, si incontrano, fondono emozioni e sensi, dopo una conoscenza sui fili del telefono, e subito balza l’evidenza della diversità….

http://www.kultunderground.org/articoli.asp?art=856

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Francesca Mazzucato su “Il pomo e la mela”

Difficile definere questo libro, poesia certo, ma poesia a comporre. Poesia a cantare un “romanzo” dell’erotismo a due voci, composto, disposto, definito, tessuto, ricamato e sciolto, intarsiato, placato e disteso, urlato e accudito da una voce maschile e da una femminile, che rintracciano una insospettabile( non sempre questo tipo di meccanismo riesce), un’ insospettabile, musicale armonia che delizia e sorprende. Ci sono elementi primordiali, c’è natura, ci sono vigne, terra, albe e tramonti, nei corsivi d’Amati e nella scrittura contenuta e all’improvviso capace di voli acrobatici insieme a misura di spartito, scrittura raffinata da rincorsa, c’è di tutto e di più, sottilmente nascosto, falsamente nascosto, anche negli altri brani non “obliqui” di Michele Caccamo che raccoglie e danza all’interno di un cerchio definito e aperto, indefinito e serrato di parole d’amore e desiderio. Frammenti d’un discorso erotico, voglia d’incanto, purezza da innalzare e poi da devastare, sempre senza cadute….

http://scritture.blog.kataweb.it/francescamazzucato/2006/05/12/il-pomo-e-la-mela-di-dona-amati-e-michele-caccamo/

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Alessio Vailati su “Il pomo e la mela”

È tutto come ritornare nel giardino semplicemente aprendo il libro, sotto il cartone della sua copertina rossa. Se parlo di cartone è perché un libro -prima di essere contenuto- è materia e, in definitiva, non è irrealistico affermare che una raccolta poetica è uno scrigno di piccoli e preziosi gioielli. Certo il giardino non è più quello dell’Eden ma dell’Eden c’è quel gustoso frutto, il pomo (al maschile) oppure la mela (al femminile). La doppia identità dell’unica stirpe, quella umana; due mezzi che fanno un intero: Uomo e Donna. Adamo ed Eva. E nel destino di entrambi fa capolino -guarda il caso!- la mela o il pomo….

http://www.lietocolle.info/it/senza_titolo_17.html

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Fabiano Alborghetti su “Il pomo e la mela”  

L’erotismo è sempre un territorio in cui addentarsi con cautela, specie scrivendo: troppo alti sono infatti i rischi di risultati mediocri. Non è però il caso di due pubblicazioni uscite in anni diversi ma che sono accomunate dal medesimo profilo, ovvero la scoperta dell’erotismo da parte dell’uomo e della donna che si scambiano lemmi, improvvisazioni, scoperte, risalendo col linguaggio allo scambio totale che porta al dialogo ed insieme alla fusione:…

http://www.lietocolle.info/it/f_alborghetti_su_eros.html 

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Ilaria Dazzi su “Il pomo e la mela”

«Ti amo/ dunque sono/ nel presente. Amata, scrivo,/ recupero
il passato» (Equazione, Nizàr Qabbàni). Sediamoci in poltrona, spegniamo i rumori e accostiamoci al duetto: la voce femminile di Dona Amati, in corsivo, scioglie le ‘intemperanze’ maschili dei caratteri regolari di Michele Caccamo, il pomo e la mela, gli opposti riuniti nella sintesi della passione, dell’erotismo ma, ancor di più, dell’appartenenza reciproca. I sensi aperti all’esperienza, la sensualità fisica e cerebrale, il coinvolgimento emotivo che fluisce nel corpo e lo appaga, tutto questo è l’incontro celebrato dai versi in questione.
Il volume si alza e la risposta femminile, spesso….

http://www.lietocolle.info/it/i_dazzi_su_il_pomo_e_la_mela.html

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Rita Caramma su “Il pomo e la mela”

E’ un erotismo dirompente che trova il suo argine naturale nella pienezza del verso, emisfero salvifico dove incontrarsi per sopravvivere alla sopravvivenza banale della quotidianità. E “l’incontrarsi” per Dona Amati e Michele Caccamo avviene quasi per caso, in un gioco di intarsio sottile e stimolante, dolce e suadente ne “Il pomo e la mela” (Lietocolle, pp. 55. euro 13). Il titolo emblematicamente esplicativo, biblicamente peccaminoso….

http://www.lietocolle.info/it/r_caramma_su_il_pomo_e_la_mela.html

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