NUDO DI DONNA

Articoli marcati comeDona Amati

Gli Occhi di Sibilla (Omaggio a Sibilla Aleramo)

27 febbraio 2011 · Nessun commento

Festa della Donna 2011, “Gli occhi di Sibilla”, video realizzato da Dona Amati su testi di Sibilla Aleramo, in occasione della presentazione della poetessa piemontese, a cura di Maria Zimotti. Video di Ugo Magnanti. Riprese effettuate a Vitorchiano (Vt) e Viterbo.
Dall’attualità, dalle “donne di plastica” odierne per fare un tuffo nel passato, quando i germi dell’autocoscienza e emancipazione femminile hanno cominciato a porre radici.
Venerdì 4 marzo, alle 21.00, presso Biblioteca Comunale e Centro Culturale “La elle”, via Turati n° 9, Rodano Lucino (Milano),

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Dona Amati: Fantabiografia vegetale - di Ugo Magnanti

30 dicembre 2010 · Nessun commento

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Con i suoi versi, Dona Amati si fa artefice innocente, e raccontatrice mai
moderata, di un frutto votato a non proteggere, a non nutrire, a non effondere,
il seme che contiene. Da sempre imprudente alleata di eros, bellezza, e
tentazione, ha promosso eventi, progetti, pubblicazioni, per la riconversione
di sé stessa di fronte allo specchio, e per il rovesciamento dell’intero
gineceo. In uscita dal 9 gennaio prossimo, il poemetto autobiografico “A forma
di mela”, in cui rivela di essere stata più volte mangiata da un fauno.

Ugo Magnanti

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Beppe Costa e Monica Maggi a Editoria di Poesia, Nettuno 3 ottobre 2010

30 novembre 2010 · Nessun commento

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Me

5 ottobre 2008 · 2 commenti

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 “Io la Poesia la conosco come la mia “dolce bestia”. Lei è l’istinto, il calore, la fiamma che consuma e conforta, il dono non richiesto, spesso inaspettato, ma sempre gelosamente custodito, nel timore di perdere il suo influsso consolatorio.
La poesia è fuoco, scatola magica degli unguenti, suggestione che mi rende bastante a me stessa. Lei riempie i miei spazi vuoti e diseguali. 
Calcifica il pensiero.  E la gente come me sa riconoscermene i segni addosso.  
 Nella marea delle mie suggestioni, l’Io poetante mi traghetta all’Eros,
da dovunque io salpi.
Mi sovverte gli ordini, mi rimanda agli istinti primordiali,
rimescola le memorie corporee dove s’annida  il valore creativo predestinato alla scrittura, distillando con la passione il vissuto incarnato nelle parole.
Scrivo d’Eros, oscillazione  intrisa di anima e carne, di amore e morte.
Scrivo della ricomposizione dell’universo parcellizzato attraverso la compenetrazione reciproca, l’unicità degli amanti, ciascuno carne e anima dell’alterità dell’altro, a divenire unica entità rivelata.
Io scrivo d’Eros per non disimparare l’essere compiuta.”   D. A.

Dona Amati legge Giacomo Cerrai - Arezzo, 16 maggio 2010 

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