NUDO DI DONNA

Ugo Magnanti

  

 Bestiario breve da Rapido blé

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lucertola1.jpg 

attraverso l’etra
io traodo la boa
che spira dai varchi
oh sole perenne
sui lavacri a ciurme
narri dei vivi
l’estro per l’anguria
e il grido
sul lido
narri del sauro
il cirro che lo accerchia
con astri d’ombra
e l’allarme obliquo
che inquieta la sua testa
mentre sosta virente
agli alisei salmastri
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trote.jpg 

benché affrante le trote
le lingue ancora udrò
consuete nel motteggio
e ancora un giorno
in cui s’affanna
il pesciaiolo al bando
alla valuta
appena riscossa
aperta
in lesto sfoggio

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rondine.jpg 

con i passi che avverto
da un fosso
con i nervi eterni
oh inverno vile e scosso
il mare sciaboli

col bagliore
cade il tuo eco mesto
e il fragile addio
di un’unica rondine

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formiche.jpg

insetti vuoti
si amareggiano col loro peso
al bagliore di lame gialle

rapide a sfollare
le tinte formichette
all’annuncio tanto truce

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starna.jpg    tapiro1.jpg  capra.jpg

la starna vive
la starna s’intana
o se agonizza
altro non sa

alla pena di un bivio
langue la scena
sul diametro
travolto dai tapiri
in balìa
di una via sgombra
di un solo tranello

mentre sfavilla e muta
un’altra vita incauta
il nodo
che lasci fare alla capra
e non tagli ora
si aggroviglia

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 oche.jpg

le oche bianche
l’istinto preme
testarde e nude
a correre gli inganni

indenni
goffe
vuote
come laide spose

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cacatua.jpg

non evito
il sorriso che m’incolpa
l’uovo
che un po’ danza riverso
e pende
col suo rumore turbolento
in me

oggi sono una nuvola
o un’idea a cui pensi
e vedi
il vile cacatua
che si spezza

quale accolta ansia
illumina una vita
quale è
la mano che non ha tremore
la fune
che slego
nell’attesa?

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mosca.jpg

pietra reciti
innevi
t’invetri
le salme non senti
nella tua mano è scesa
sola e inutile pioggia

con l’attesa
si spezza la lastra
che suona sull’urna

sento il dì che ozia
falce che mi accarezza
e freme
le feci azzurre
su cui la mosca
fa le danze
e i bagordi

colmi di un nome
oscillano
la mattina
e il fiore

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femmina-di-cinghiale.jpg

sei cinta in petto
amara
di pesi

ti attendono
rare piume
di ghiande

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airone.jpg

ti mente o no
la vena
il taglio molle dell’agro
il frullo
del trasognato airone?

nuvole
sull’ansia delle nostre voci
attesi dall’idea
di un’altra carne

dai nodi di allora ti stacchi
in ore più gialle
ma con livide guance risorte
acceso ancora
cova un lento sangue

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